I titoli di competenza e la "concorrenza materiale" alla luce del m.p. "Mitis iudex Dominus Iesus"

Del Pozzo, M.

Abstract: L’articolo esamina le innovazioni compiute dal Mitis iudex in merito ai titoli di competenza nelle cause di nullità matrimoniale e la ripartizione delle attribuzioni tra il Vicario giudiziale diocesano e quello interdiocesano o viciniore nel processus brevior. La facilitazione dell’introduzione delle cause si è esplicitata nell’eliminare i vincoli cautelativi previsti per il foro dell’attore e il foro delle prove e nell’estendere il criterio di competenza dell’attore al quasi-domicilio e nel favorire l’accesso spedito e diretto al giudizio del Vescovo tramite il Vicario giudiziale diocesano o un soggetto ad esso assimilato. In entrambi gli ambiti la riforma processuale ha comportato una rilevante cambio di prospettiva: dalla prevalenza della tutela del convenuto alla preponderanza della libertà di scelta dell’attore e dalla unicità della giurisdizione ratione materiae al possibile concorso di cognizione tra i due ministri sullo stesso oggetto (la differenziazione deriva dal procedimento seguito). Al di là dei problemi concettuali e ordinamentali sollevati, da un punto di vista applicativo si tratta di integrare l’agevolazione dell’introduzione del processo col rispetto del principio di prossimità e di favorire il coordinamento e la funzionalità nell’eventuale concorrenza organica in ordine all’indirizzo e alla “conversione” del processo secondo il rito ordinario o più breve.

Parole Chiave: m. p. Mitis iudex Dominus Iesus, titoli di competenza, prossimità, ripartizione delle attribuzioni nel processus brevior, Vicario giudiziale diocesano e interdiocesano.

Abstract: The article examines the innovations enacted by Mitis iudex regarding titles of competence in the case of marriage nullity and the division of roles between the Diocesan Judicial Vicar and the Interdiocesan or “vicinore” Judicial Vicar in the processus brevior. The simplification of the introduction of the case is evinced in the elimination of the precautionary restrictions foreseen for the forum of the petitioner and the forum of the proofs and in the extension of the criterion of competence of the petitioner to the quasi-domicile and in favoring expedited admission of the case, directed to the judgment of the bishop through the Diocesan Judicial Vicar or a subject similar to him. In both areas, the procedural reform has brought about a significant change in perspective: from the priority of protecting the respondent to the preponderance of the petitioner’s freedom of choice and from the exclusivity of the jurisdiction ratione materiae to the possible competition of knowledge between the two ministers over the same object (the distinction stems from the process followed). Besides the conceptual and systematic problems which arise, from a practical point of view there arises the problem of integrating the facilitation of the introduction of the process with a respect for the principle of proximity and of fostering coordination and functionality in the event of an organic competition regarding the direction and “conversion” of the process according to the ordinary rite or the shorter one.

Key Words: Motu Proprio Mitis iudex Dominus Iesus, titles of competence, proximity, divisions of roles in the processus brevior, Diocesan Judicial Vicar, Interdiocesan Judicial Vicar.

Sommario: 1. La facilitazione dell’introduzione delle cause. – 2. La semplificazione e l’ampliamento dei titoli di competenza. – 3. L’integrazione tra “agevolazione” dell’inoltro e “vicinanza” della trattazione della causa. – 4. L’accessibilità del “processus brevior” e le indicazioni direttive della riforma. – 5. La possibile deroga alla univocità della giurisdizione “ratione obiecti”. – 6. Un processo in cammino.

DOI
10.19272/201608603001